Le aste d’auto d’epoca possono essere una buona occasione sia per gli acquirenti che per i venditori.
Che siano in presenza o online, sono generalmente organizzate da società specializzate che con il loro team danno vita ad un evento molto complesso.
Organizzare un’asta prevede dei passaggi specifici:
– prima di tutto bisogna avere le auto da vendere, che possono essere proposte dai proprietari ma anche ricercate dagli specialisti delle case d’asta tra i collezionisti, cercando quelle più interessanti o rare per rendere più appetibile tutta l’asta;
– comporre il prezzo di vendita in un range tra un minimo ed un massimo allo scopo di fornire al potenziale offerente un’indicazione del valore di mercato dell’auto;
– ricercare la location, le aste sono spesso organizzate in concomitanza di importanti fiere e mostre;
– verificare la genuinità e lo stato di conservazione delle auto;
– creare il catalogo con foto e descrizioni la cui precisione è molto importante in quanto un’inesattezza potrebbe essere oggetto di future contestazione.
Se si intende partecipare ad un’asta per acquistare bisogna registrarsi presso la casa d’aste organizzatrice la quale oltre al documento di identità e residenza potrebbe chiedere delle referenze bancarie o un deposito, o una verifica tramite carta di credito se l’asta è online.
Generalmente è possibile visionare le auto che partecipano ad un’asta di auto d’epoca, sia durante la fase di anteprima che durante l’asta stessa. Tuttavia se il sito dell’asta non specifica le modalità per la visione delle auto è consigliabile contattare gli organizzatori dell’asta.
Le aste sono generalmente veloci. Durano pochi minuti per ogni vettura. Si parte con il prezzo della base d’asta che via via può aumentare con i rilanci il cui importo minimo è stabilito dall’organizzatore ma che può essere aumentato o diminuito dal banditore a seconda dell’andamento dell’asta.
L’asta si chiude quando non ci sono più offerte e l’auto viene aggiudicata a quella massima raggiunta.
Il venditore potrebbe però avere imposto un prezzo di riserva, ossia l’offerta più bassa che egli è disposto ad accettare ed al di sotto del quale non si vende. Questo resta segreto per tutta l’asta e viene svelato solo se l’offerta massima raggiunta è ad esso superiore.
L’asta potrebbe anche non avere un prezzo minimo e quindi potrebbe essere aggiudicata al miglior offerente anche ad un prezzo che potrebbe esser inferiore alla base d’asta. Tuttavia anche se questa è una scelta un po’ rischiosa per il venditore spesso si è rivelata positiva in quanto attira più potenziali acquirenti.
Da non dimenticare che gli organizzatori di aste d’auto d’epoca richiedono una commissione, generalmente concordata anticipatamente all’asta per il venditore, e che pesa tra il 15 ed il 25% del prezzo di aggiudicazione per l’acquirente.